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Marcite

Similmente ai fontanili, le marcite hanno caratterizzato per secoli il paesaggio delle Pianura Padana. Esse hanno consentito per secoli a generazioni di contadini di alimentare il proprio bestiame con erbe fresche durante tutto l’anno. Il sistema, infatti, permette di coltivare l’erba anche durante il periodo invernale e di ottenere dai sette ai nove tagli di foraggio l’anno, contro i quattro/cinque prodotti da un prato stabile ben coltivato. L’acqua proveniente dalle risorgive, che in genere mantiene una temperatura costante tra i 9°C in inverno e i 14°C in estate, viene fatta scorrere sulla superficie del prato sfruttando una successione di piani lievemente inclinati e impedendo quindi al terreno di gelare. Le marcite sono ormai diventate assai rare, soppiantate di fatto dall’avvento di diversi tipi di mangime per animali e dal cambiamento delle pratiche agricole tradizionali. Oggi le marcite presenti nel Parco sono 41 e vengono tutelate sia perché elementi fondamentali del paesaggio, ma anche per il loro ruolo fondamentale nel mantenimento e tutela della biodiversità: in questi ambienti vivono, infatti, varie specie di uccelli e anfibi che vi trovano le condizioni ideali per alimentarsi, riprodursi, sostare durante le migrazioni.