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Animali

Sotto il profilo faunistico, gli ambienti del Parco possono essere  così sommariamente suddivisi:

  • campi coltivati: seminativi, risaie, pioppeti
  • rete irrigua
  • rete idrografica: Lambro meridionale, Lambro, Molgora
  • addetta fontanili
  • boschi
  • laghi di cava 

Tra le aree coltivate, si pone qui maggiormente l'accento su marcite e risaie che, in termini di valenza ecologica, hanno sostituito le vaste paludi che un tempo occupavano parte della Pianura. Sono ambienti molto importanti per l’avifauna acquatica. Considerata l'importanza storica e naturalistica delle marcite, il Parco eroga dei contributi ai conduttori delle stesse, al fine di preservarne il più possibile l'estensione territoriale. Per dare un'idea dell'importanza di queste colture, si riporta un elenco delle specie che vengono comunemente censite in primavera in questi ambienti:

  • Nitticora Nycticorax nycticorax
  • Sgarza ciuffetto Ardeola ralloides
  • Airone bianco maggiore Egretta alba
  • Garzetta Egretta garzetta
  • Airone cenerino Ardea cinerea
  • Airone rosso Ardea purpurea
  • Cicogna bianca Ciconia cicoria
  • Cigno reale Cygnus olor
  • Germano reale Anas platyrhynchos
  • Codone Anas acuta
  • Marzaiola Anas querquedula
  • Falco di palude Circus aeruginosus
  • Gallinella d'acqua Gallinula chloropus
  • Folaga Fulica atra
  • Cavaliere d'Italia Himantopus himantopus
  • Corriere piccolo Charadrius dubius
  • Piovanello pancianera Calidris alpina
  • Combattente Philomachus pugnax
  • Beccaccino Gallinago gallinago
  • Chiurlo maggiore Numenius arquata
  • Pavoncella Vanellus vanellus
  • Totano moro Tringa erythropus
  • Pettegola Tringa totanus
  • Pantana Tringa nebularia
  • Piro-piro culbianco Tringa ochropus
  • Piro-piro boschereccio Tringa glareola
  • Piro-piro piccolo Actitis hypoleucos
  • Gabbiano comune Larus ridibundus
  • Gabbiano reale Larus michahellis
  • Mignattino Chlidonias niger

 

Due interessanti specie sono state rinvenute per la prima volta nidificanti nelle risaie del Parco nel 2004, il cavaliere d’Italia Himantopus himantopus e la pavoncella Vanellus vanellus.

I corsi d’acqua del parco, per quanto profondamente modificati dall’uomo, conservano lungo il loro corso ambienti di notevole importanza naturalistica, rappresentati soprattutto da greti e piccoli stagni e da densi boschi igrofili di ontano, salice bianco, pioppi , ecc. I principali sono il Lambro meridionale, il Lambro, il Torrente Molgora e l’Addetta. I corsi d’acqua svolgono l’importante funzione di corridoio ecologico.

Nel comune di Carpiano, nella frazione di Gnignano, presso una lanca del fiume Lambro meridionale, all'interno di un'azienda agricola, si è insediata spontaneamente una garzaia. Al suo interno alcune centinaia di nidi di airone guardabuoi, nitticora, garzetta, airone cinerino e cormorano.

I fontanili, pur essendo di ambienti artificiali che vanno mantenuti con frequenti interventi,  rappresentano ambienti di rifugio con carattere relittuale, per molte specie, animali e vegetali, che vi hanno trovato un rifugio, per quanto precario. Si tratta di specie che  un tempo popolavano le aree palustri, bonificate a partire dal medioevo per ricavarne terre coltivabili.

Tra gli animali che frequentano i fontanili, gli uccelli rappresentano sicuramente la componente più visibile: martin pescatore, germano reale, gallinella d’acqua, usignolo di fiume. Comuni anche anfibi e rettili, tra cui il tritone punteggiato, il tritone crestato, e la natrice dal collare.

I boschi naturali più estesi e meglio conservati si trovano nell’ovest del Parco. Si tratta in particolare del Bosco di Cusago, SIC e riserva naturale, e del Bosco di Riazzolo, a cui si aggiungono gli aspetti forestali molto giovani dell'Oasi di Lacchiarella. Le specie più interessanti e tipiche di questi ambienti sono il picchio rosso maggiore, il picchio verde, il colombaccio, la tortora, lo sparviero, il lodolaio tra gli uccelli, la faina, il moscardino, il tasso e, ultimamente, il capriolo che ha colonizzato l'Oasi di Lacchiarella, tra i mammiferi. Tra gli anfibi, una delle più rare e interessanti specie padane ritrova il suo habitat in questi ambienti: la rana di Lataste.

Siepi e filari sono molto importanti per una miriade di animali, tra cui molte specie di passeriformi che sfruttano questi ambienti di carattere ecotonale, e alcune specie quali il fagiano e la lepre, di interesse venatorio. Frequenti anche le volpi che, essendo una specie opportunista, sfrutta anche altri tipi di ambiente, sino a colonizzare perfino le periferie urbane.

A seguito delle attività di estrazione di materiali inerti quali sabbia, ghiaia e argilla e in presenza di un’estesa falda superficiale, nel parco sono oggi presenti più di 70 laghi di cava, includendo anche quelli che ricadono in aree limitrofe. Di questi 14 sono cave ancora attive, 23 sono adibiti a bacini per la pesca sportiva, 10 sono stati rinaturalizzati e gli altri utilizzati in modo differente.

I laghi di cava sono ambienti ricchi di uccelli acquatici soprattutto durante il periodo invernale, quando è facile osservare centinaia di germani reali, cormorani, svassi maggiori, gabbiani comuni, e molti altri, che raggiungono il territorio del parco per svernare in questi ambienti di origine artificiale.

Nel Parco è presente anche una piccola popolazione di cicogne bianche che ogni anno nidifica con poche coppie, frutto di un progetto di reintroduzione portato avanti dal Parco, dal comune di Zibido San Giacomo e da alcune associazioni ambientaliste negli anni passati.