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Territorio e pianificazione

Il Parco Agricolo Sud Milano è un parco regionale agricolo di cintura metropolitana istituito con Legge Regionale n. 24 del 1990, sulla base dei contenuti del “Piano generale delle aree regionali protette”, di cui alla Legge Regionale n. 86 del 1983

I parchi regionali, sono intesi quali zone organizzate in modo unitario, con particolare riferimento alle esigenze di protezione della natura, dell’ambiente e di uso culturale e ricreativo, nonché orientate allo sviluppo delle attività agricole e delle altre attività tradizionali atte a favorire la crescita economica, sociale e culturale delle comunità.

Il “Piano generale delle aree regionali protette” ha definito, inoltre, la classificazione dei parchi regionali, individuando: i parchi fluviali, i parchi montani, i parchi agricoli, i parchi forestali, i parchi di cintura metropolitana.

In relazione alle specifiche finalità, conseguenti ai caratteri ambientali e territoriali che lo caratterizzano, il Parco Agricolo Sud Milano è riconosciuto sia quale parco regionale agricolo, sia quale parco regionale di cintura metropolitana.

Il Parco Agricolo Sud Milano ha un’estensione totale di circa 47.000 ettari e rappresenta circa il 30% della superficie totale della Città metropolitana di Milano di cui coinvolge 61 dei 134 comuni, compreso il Comune di Milano.  

Rispetto al sistema della Rete Ecologica Regionale il Parco Agricolo Sud Milano si configura quale elemento principale di connessione tra il sistema del fiume Ticino e il sistema del fiume Adda, con i suoi parchi regionali

Gli obiettivi istitutivi

La legge istitutiva del Parco Agricolo Sud Milano, ora confluita nel “Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi”, legge regionale 16 del 2007,  definisce le finalità del Parco: di tutela, recupero paesistico e ambientale delle fasce di collegamento tra città e campagna, di connessione delle aree esterne con i sistemi di verde urbano, di equilibrio ecologico dell’area metropolitana, di salvaguardia, di qualificazione e di potenziamento delle attività agro–silvo–colturali, di fruizione culturale e ricreativa dell’ambiente da parte dei cittadini.

Il Piano Territoriale di Coordinamento

Il territorio del Parco Agricolo Sud Milano è disciplinato da un Piano Territoriale di Coordinamento, approvato con D.G.R. 3/08/2000 n. 7/818  dalla Giunta Regionale Lombarda che persegue l’obiettivo generale di orientare e guidare gli interventi ammessi secondo finalità di valorizzazione dell’ambiente, qualificazione del paesaggio, tutela delle componenti della storia agraria. La fruizione del Parco è principale finalità del piano, subordinatamente alle esigenze di tutela dell’ambiente naturale, di salvaguardia dell’attività agricola e del paesaggio del Parco.

L’articolazione del Piano Territoriale di Coordinamento

In rapporto agli obiettivi richiamati di tutela e valorizzazione dell’attività agricola, dell’ambiente e della fruizione del Parco Agricolo Sud Milano, il P.T.C. del Parco è oggetto di una suddivisione generale in territori, articolati in:

Le aree appartenenti ai territori agricoli di cintura metropolitana per la loro collocazione, compattezza e continuità e per l'alto livello di produttività, sono destinate all'esercizio ed alla conservazione delle funzioni agricolo‑produttive, assunte quale settore strategico primario per la caratterizzazione e la qualificazione del Parco.

I territori agricoli e verde di cintura urbana, ambito dei piani di cintura urbana per la loro collocazione intermedia tra l'agglomerazione dell'area milanese e i vasti territori agricoli di cintura metropolitana appena descritti, costituiscono fasce di collegamento tra città e campagna. In tali aree il Parco persegue la salvaguardia, il recupero paesistico e ambientale e la difesa dell'attività agricola produttiva, anche con la realizzazione di interventi legati alla fruizione.

L’ente gestore promuove la redazione dei piani di cintura urbana di concerto e d’intesa con i comuni interessati, in coerenza con i propri obiettivi di qualificazione ambientale e paesistica. Le modalità, i tempi e i contenuti del piano di cintura urbana devono essere definiti con accordo di programma. I piani di cintura urbana sono articolati in 5 comparti

  1. Comparto 1: Parco ovest «Il Bosco in città»
  2. Comparto 2: Parco dei Navigli «L’acqua in città»
  3. Comparto 3: Parco delle Abbazie «L’agricoltura in città»
  4. Comparto 4: Parco est «Idroscalo»
  5. Comparto 5: Lambro Monluè.

Le aree appartenenti ai territori di collegamento tra città e campagna, per la loro collocazione, costituiscono fasce di raccordo tra i territori di cintura metropolitana e le conurbazioni, esterne al Parco e sono articolate in due fattispecie distinte:

  1. «zone per la fruizione»;
  2. «zone di transizione tra le aree esterne al parco e i territori agricoli di cintura metropolitana», orientate alla migliore definizione di margini urbani in presenza di valori ambientali e paesistici.

Ai territori sopra descritti, il P.T.C. del Parco può sovrapporre ambiti di tutela ambientale, paesistica e naturalistica articolati in:

  • riserve naturali istituite o proposte (artt. 28, 29, 30, n.t.a. P.T.C.) che sono state inoltre riconosciute come Siti di Importanza Comunitaria. In particolare la riserva naturale del Fontanile Nuovo a Bareggio, le Sorgenti della Muzzetta nei Comuni di Rodano e Settala, la riserva naturale del bosco di Cusago e l’Oasi di Lacchiarella.
  • zone di interesse naturalistico (art. 31, n.t.a. P.T.C.) costituite da aree che evidenzino notevoli potenzialità di carattere naturalistico per la presenza di boschi, zone umide e ambienti rurali nei quali la consistenza e l'estensione della vegetazione la presenza di ambiti caratterizzati da un elevato grado di biodiversità. L’esempio principale è rappresentato dall’area del bosco di Riazzolo nei comuni di Corbetta, Albairate, Vittuone e Cisliano.
  • zone di transizione tra le aree della produzione agraria e le zone di interesse naturalistico (art. 32, n.t.a. P.T.C.) finalizzate al mantenimento e al potenziamento dei corridoi ecologici di connessione tra zone classificate di interesse naturalistico ed in cui sono incentivati prioritariamente il permanere delle attività agricole tradizionali e il potenziamento ed il miglioramento naturalistico delle fasce alberate, della vegetazione di ripa, dei filari e di ogni altro intervento atto ad incrementare l'interesse naturalistico dei luoghi senza modificare le caratteristiche dell'ambiente rurale tradizionale.
  • zone di protezione delle pertinenze fluviali (art. 33, n.t.a. P.T.C.) comprendenti le aree interessate dalla presenza di corsi d'acqua e dei relativi ambiti vallivi; in tali zone gli interventi sono prevalentemente indirizzati al rafforzamento, alla ricostruzione ed alla valorizzazione dei caratteri di naturalità ed al consolidamento idrogeologico. Sono vietati interventi di nuova edificazione e di ampliamento di edifici esistenti. I corsi d’acqua naturali che interessano i territori del Parco Agricolo Sud Milano sono in particolare: il Lambro settentrionale e meridionale, l’Addetta, il torrente Molgora.
  • zone di tutela e valorizzazione paesistica (art. 34, n.t.a. P.T.C.) comprendenti aree di particolare interesse e rilevanza paesistica per morfologia del suolo, densità dei valori ambientali, storici e naturalistici, in cui l’attività agricola contribuisce a mantenere e migliorare la qualità del paesaggio.

 Il Piano Territoriale di Coordinamento, ai territori e agli ambiti sopra descritti, sovrappone specifici elementi puntuali di tutela ambientale, paesistica, architettonica e monumentale.

Il sistema degli insediamenti rurali e architettonico-monumentali , ricomprende in particolare:

  • 31 nuclei rurali di interesse paesistico (art. 38, n.t.a. P.T.C.) nuclei formati da più complessi agricoli contigui, costituenti, anche per la presenza di chiese, castelli o ville, centri di riferimento storico del tessuto rurale, quali ad esempio il nucleo di Macconago in Comune di Milano e il nucleo di Gudo Gambaredo in Comune di Buccinasco.
  • 17 nuclei di grande valore storico-monumentale (art. 38, n.t.a. P.T.C.), nuclei caratterizzati da un particolare pregio architettonico monumentale anche per la presenza di beni vincolati dalla Soprintendenza. Ad esempio l’abbazia di Viboldone a San Giuliano Milanese, il Castello di Peschiera Borromeo e la Cascina Trenzanesio a Rodano.
  • 186 insediamenti rurali isolati di interesse paesistico (art. 39, n.t.a. P.T.C.) ritenuti meritevoli di tutela per posizione, caratteristiche morfologiche e tipologiche, presenza di elementi architettonici di rilievo o per valori paesistici. Ad esempio l’abbazia di Chiaravalle in Comune di Milano e la Cascina Salterio a Zibido San Giacomo.
  • 128 emergenze storico-architettoniche e 120 manufatti della storia agraria (art. 40, n.t.a. P.T.C.)

Il sistema degli elementi di tutela ambientale e paesistica , ricomprende in particolare:

  • fontanili e zone umide (art. 41, n.t.a. P.T.C.)
  • navigli e corsi d’acqua (art. 42, n.t.a. P.T.C.)
  • percorsi di interesse storico-paesistico (art. 43, n.t.a. P.T.C.)
  • marcite e prati marcitori (art. 44, n.t.a. P.T.C.).

 

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